Ai poliziotti le “mascherine-Swiffer”. La protesta del sindacato Fsp
La segreteria provinciale: <Forze di polizia assimilate per rischio al personale sanitario. Sono state, invece, consegnati dispositivi senza marchiatura CE>. Sono quelli che in Lombardia l’assessore Gallera ha ritirato definendoli “fogli di carta igienica” e che il governatore della Campania De Luca ha descritto come “Le maschere del coniglietto Bunny”

La denuncia arriva dal sindacato Fsp Polizia di Stato che racconta come <A una richiesta di intervento da parte nostra , che lamentavamo la mancanza di idonei D.P.I. evidentemente necessari quando si chiedono dei servizi così mirati e significativi presso RPCL (Reparto prevenzione crimine) Liguria e nucleo Ufficio Gabinetto, i vertici della Questura hanno assicurato che i “D.P.I sono presenti e che verranno reintegrati, qualora utilizzati dal personale!>.
<A distanza di un paio di giorni – continuano al sindacato -, che in questo periodo sono tanti, abbiamo preso atto che, quelle in foto, sono le mascherine che sono state assegnate agli agenti del nucleo e all RPCL per l’espletamento del servizio; mascherine, se così si possono definire che, in data 14 marzo u.s., l’assessore al Welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera, aveva definito “fogli di carta igienica”, sprovvisti di qualsiasi certificazione. Più fantasioso, ma certamente chiarificatore, è stato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che, al riguardo così si è espresso: “queste cose ci vuole veramente una fantasia, diciamo, “accesa” per definirle “mascherine”; a meno che non si pensi alle maschere che usano i nostri nipoti a carnevale… Questa va bene come maschera per “Bunny” il coniglietto… le vostre orecchie escono dalle fessure e avete la faccia di “Bunny” il coniglietto… Sono un prodotto eccezionale per pulire gli occhiali”. Ancora, lo stesso assessore al Welfare della regione Lombardia durante il servizio mostrava la scarsa praticità del prodotto, asserendo che le avrebbe ritirate poiché non idonee per il personale sanitario. L’analogia tra il personale sanitario e le forze dell’ordine in riferimento a questa tipologia di mascherine è rimarcata anche da “HPS Health Publishing and Services”, gruppo editoriale e di consulenza leader nel panorama sanitario>.
<Chi mai avrebbe potuto immaginare che il materiale tanto discusso venisse prontamente girato al comparto sicurezza? – si chiedono alla segreteria Fsp -. Secondo quali canali istituzionali, ci verrebbe da chiedere, e dopo aver fatto chissà quali oculate valutazioni si sarebbe giunti alla sorprendente conclusione di assegnare agli operatori di Polizia i famigerati fazzoletti di stoffa, detti anche “panno swiffer”? Non possiamo tralasciare una simile situazione; è una vergogna che agli agenti in servizio presso la Questura e RPCL , impegnati a garantire i servizi di contenimento della circolazione in ordine alla nota problematica del Covid-19, venga fatto utilizzare un pezzo di “tessuto non tessuto”, che per nulla si adatta alla conformazione del viso. In merito all’utilizzo delle mascherine senza marcature CE: “La rispondenza ai requisiti di prestazione può prevedere due opzioni di approvazione differenti in considerazione del fatto che la mascherina sia destinata agli operatori sanitari o assimilabili (forze dell’ordine/operatori a contatto con il pubblico) o lavoratori delle imprese/cittadini. Infatti nel primo caso il fabbricante per le prestazioni della maschera facciale dovrà dichiarare altri quattro requisiti: capacità filtrante, carico biologico, capacità di protezione dagli schizzi e pressione differenziale (traspirabilità)”>.
Secondo la segreteria Fsp, quindi, <le mascherine distribuite al personale in servizio su strada e non, devono essere immediatamente ritirate e sostituite con le “mascherine chirurgiche” certificate>.
<Ci auspichiamo che tutte le autorità competenti, nonché i rappresentati politici, si attivino affinché tutti gli uffici di Polizia possano esser dotati di idonei D.P.I. – concludono al sindacato -. È doveroso infine ricordare quanto affermato dal direttore centrale di sanità del dipartimento della pubblica sicurezza, dott. Fabrizio Cipriani, nella circolare Prot. 850/A.P.1-2056 del 16 marzo 2020: “La necessità di garantire compiti essenziali, quale quello istituzionale, non può comunque prescindere dalla prioritaria esigenza di tutelare la salute dei lavoratori dei comparti interessati”. Fieri ed orgogliosi del nostro lavoro, in questo difficile momento della vita di tutti, chiediamo un po’ più di tutele per poter continuare ad offrire un fondamentale e sentito contributo ai nostri cittadini>.


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